COSA FARE ASSOLUTAMENTE PRIMA DI RISTRUTTURARE CASA

Negli ultimi post di questa rubrica (My home restyling, se mi hai scoperto oggi), ti ho parlato e fatto vedere alcune idee che ho in mente per il restyling della mia casa; vorrei fare qualche modifica (scrivo “qualche” per non spaventare il marito) per rinnovare e armonizzare un po’ di cose.

Le idee sono tante e altrettanti gli spunti, lo stile è pressoché definito (no, non è scandinavo), ma ho pensato che prima di passare alla fase operativa, è necessario che la casa si alleggerisca del contenuto che appartiene a modi e stili di vita che non mi appartengono più.

Si tratta semplicemente di togliere quello che non fa più parte di me, per fare spazio al nuovo, cioè mettere in atto quel tanto temuto, amato, odiato decluttering.

Iniziare un restyling con la casa libera di cianfrusaglie, permette di valutare di cosa effettivamente serve per gli oggetti, e di conseguenza i nuovi eventuali acquisti saranno quelli realmente necessari.

Vorrei quindi che questo post fosse una piccola guida, un piccolo manuale per illustrarti i passi da compiere per organizzare al meglio il lavoro, procedendo un passo alla volta, stanza dopo stanza, armadio dopo armadio.

Ti sconsiglio di pensare di riordinare l’intera casa in un week-end; ti sentirai sconfitta prima ancora di cominciare (ammetto di essere caduta in questo tranello varie volte). Per questo ho realizzato uno schema con una sequenza di operazioni che utilizzo con successo nei miei spazi.

Per prima cosa individuo le aree dove si è creato più disordine e ne osservo il contenuto e suddivido gli oggetti in gruppi e per tipologia, quindi giochi, cancelleria, documenti, bollette ecc. (un po’ alla Marie Kondo).

Per la fase successiva che è poi quella più importante, non sto a farmi troppe domande. Sono una persona che pondera molto e se dovessi rispondere a tutte le domande del tipo, da quanto tempo non lo utilizzo? per quale motivo lo conservo? E’ un ricordo? Mi è stato regalato? non finirei più rischiando di non eliminare niente. Perciò quando sono in difficoltà, inizio da quello a cui non sono particolarmente legata, vado per gradi, che nel frattempo rafforza.

Faccio una parentesi. Un discorso a parte va fatto a proposito di quegli oggetti che ci sono stati donati e di cui non riusciamo a disfarci. E qui mi viene in aiuto la cara Marie Kondo. L’unica domanda da porci sarà solo quella relative al valore affettivo che attribuiamo a quell’oggetto. Ovviamente parlo di oggetti comuni, non certo di preziosi o quadri di valore, ma un cappello di paglia per esempio può creare così tante remore nel buttarlo? La persona che ci ha fatto quel regalo si offenderà nell’apprendere che lo abbiamo gettato? o preferirà che ricordiamo i momenti passati insieme e che hanno portato al dono?

Alla fine del processo, rimane quello che realmente conta e posso assicurarti che fa molto bene. Te lo dice una che fa fatica a lasciare andare.

Inizia poi quella che chiamo fase di mantenimento che prevede un controllo periodico per mantenere i risultati sotto controllo e di conseguenza l’ordine. Per esempio, ogni venerdì mi dedico al mio piano di lavoro, una volta al mese verifico la scadenza dei medicinali ecc.

E’ solo dopo queste operazioni che siamo veramente pronti per affrontare il restyling vero e proprio della nostra casa, perché gli spazi si sono caricati di nuova energia che riesce a fluire negli ambienti. Fammi sapere cosa ne pensi, ti aspetto nei commenti.

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